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MACCHINA DI S. AMBROGIO |
Nel 1727 il Comune di Ferentino stanziò 50 scudi per restaurare lo zoccolo che sosteneva la statua di S.Ambrogio ma, non si sa perchè, il progetto non fu portato a termine. Nel 1729 fu nominato vescovo di Ferentino Mons. Fabrizio Borgia il quale, grande diffusore della devozione a S.Ambrogio fin dalla sua prima visita fatta in Cattedrale Mons. Borgia, aveva notato che la statua di S. Ambrogio veniva esposta "sopra una macchina di legno del tutto vecchia ed indecente, talmente che impossibile affatto si rendeva poterla portare in processione per la città nel giorno della festa a lui dedicata". Nella seduta consiliare del 6 maggio 1731 il Comune si accollò l'onore e l'onere di rifare la nuova macchina che doveva servire come ornamento della statua che era stata voluta dalla comunità nel 1640; seduta stante fu stanziata la somma di 250 scudi e la delibera con un bozzetto della nuova macchina fu inviata alla Delegazione Apostolica di Frosinone la quale, a sua volta, la trasmise in data 13 maggio 1731 alla S. Congragazione del B. Governo in Roma, per l'approvazione definitiva ma, ancora una volta, la pratica restò insabbiata. Passò ancora qualche anno tra alterne vicende e alla ricerca di un valente scultore. Data, però, l'urgenza dell'opera e visto che il Comune non riusciva ad affrontare la spesa, il Vescovo Mons. Borgia decise di risolvere la questione personalmente .E così, in data 4 marzo 1735, si addivenne alla stesura dell'atto notarile; alla presenza di due testimoni il sig. Filippo Cianfarani, intagliatore, si impegnava a costruire la macchina di S. Ambrogio a nome e per conto dei cittadini di Ferentino, rappresentati da due persone delegate da Mons. Borgia.Il prezzo per la fabbricazione della macchina in tiglio (legno che si lavora bene, duro e resistente), fu pattuito in scudi 100 e dieci.
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Tratto dal periodico "Frintinu me..." (Anno III N.4 - Dicembre 1980) (Sac. L. Di Stefano) |