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Breve storia di Papa Celestino V

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Il 4 aprile 1292 moriva a Roma Papa Nicolò IV. Il sacro Collegio, composto da dodici cardinali, si riunì numerose volte senza, però, mai raggiungere un accordo sul nome del nuovo Pontefice, finché il 6 aprile 1294, il re di Napoli Carlo II d’Angiò passando per Sulmona, cercò un incontro con l’eremita del monte Morrone. Conseguentemente a quell’incontro, ci fu una lettera che Pietro inviò ai cardinali dicendo loro di affrettarsi a nominare il nuovo Papa, altrimenti lo sdegno divino li avrebbe colpiti.

Il 5 luglio 1294, trascorsi ventisette mesi dalla morte del pontefice Nicolò IV, i cardinali esaminarono la lettera dell’eremita, e trovarono concordia proprio sul nome di Pietro del Morrone. Il 17 luglio, tre cardinali e i notai della Sede Apostolica, si recarono sul monte Morrone per consegnare all’eremita il Decreto della sua elezione a Pontefice, e per informarlo che lo attendevano a Perugia.

Pietrò spedì una lettera dicendo che non era in grado di affrontare un così lungo viaggio nella calura estiva, e che si sarebbe recato all’Aquila. Senza attendere risposta si mise in viaggio con Carlo, re di Napoli, con il re d’Ungheria Carlo Martello, figlio del re di Napoli, con il cardinale Pietro Colonna e numerosi prelati e uomini di Chiesa. Il corteo giunse nel capoluogo abruzzese il 25 luglio, lì Pietro ricevette un’altra lettera del Sacro Collegio con la quale i cardinali facevano notare che la consacrazione del nuovo Pontefice non poteva avvenire al di fuori dello Stato della Chiesa. L’eremita pregò i cardinali Ugo di Alvernia e Napoleone Orsini di riferire che lui non era in condizione di proseguire il viaggio, e i cardinali dovettero cedere alla volontà espressa dal nuovo Pontefice. Così la sera del 29 agosto 1294, nella Chiesa di Collemaggio, Pietro venne consacrato vescovo di Roma con il nome di Celestino V.

Il Papa restò a L’Aquila fino ai primi di ottobre; il 6 ottobre  partì per raggiungere Roma ma la destinazione fu un’altra, le lusinghe del re Carlo lo indussero a seguirlo a Napoli dove il corteo giunse il 5 novembre.

Il Papa fu ospite de del re ma, soffocato dai fasti, sentì nostalgia della vita austera ma serena dell’eremo; avvertì inoltre che il pontificato non era adatto al suo spirito, e chiese al cardinale Benedetto Caetani, esperto in diritto canonico, se a suo giudizio poteva rinunciare al suo incarico.

Celestino V, il 6 dicembre convocò il Concistoro e comunicò ai cardinali la sua incapacità nel governare lo Stato della Chiesa; il 13 dicembre, convocato nuovamente il Concistoro, lesse la “bolla” con la quale sanciva il diritto del Papa a rinunziare e dei cardinali di accettare tale rinunzia.

Il 23 dicembre i cardinali si chiusero in conclave e dopo solo tre scrutini elessero papa il cardinale Benedetto Caetani, che prese il nome di Bonifacio VIII.

tratto dal periodico Frintinu me.. (sett. 2004)



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