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Altri monumenti di Ferentino...

Testamento di Aulo Quintilio
Testamento di Aulo Quintilio Prisco Nei pressi degli Archi di Casamari si trova il monumento più interessante dell’età romana: il cosiddetto Testamento di Aulo Quintilio Prisco, magistrato e patrono di Ferentino, vissuto in epoca imperiale (I o II secolo d.C.). Questo monumento epigrafico, scolpito nella roccia viva del colle a forma di edicola rettangolare, celebra Aulo Quintilio ricordando le sue numerose cariche pubbliche ed in particolare i benefici che egli procurò al popolo ferentinate. In sintesi, nell’iscrizione è detto che egli lascia in eredità del Municipio romano di Ferentino, i suoi beni immobili costituiti da alcuni fondi e dalla sua casa. Stabilisce inoltre che, ogni cinque anni, nel giorno del suo compleanno, che cadeva il 9 maggio, una parte delle rendite, in denaro ed anche in natura (vino melato, focacce e noci), venga elargita a tutto il popolo di Ferentino. Nella parte centrale del frontone, che appare fortemente slabbrato, vi era scolpito il busto del testatore, che fu staccato nel 1661 e trasportato a Roma nel palazzo del Cardinale Chigi.

Mercato romano coperto
Mercato romano coperto Costruzione risalente all’epoca sillana (I secolo A.C.) è composta da una vasta sala ad ampia arcata aperta sulla strada verso est, per consentire al mattino il massimo ingresso della luce; la sala è fiancheggiata da cinque botteghe laterali, con volte a botte aperte su un lato mediante ampie arcate a tutto sesto. La destinazione economico-commerciale è suggerita dalla sua stretta vicinanza con la cinta muraria e, in particolare, con la Porta Montana.

Acropoli
Acropoli (lato sud) La spianata dell’Acropoli (città alta) risale al II secolo A.C. e fu costruita dai Magistrati ferentinati Marco Lollio e Auro Irzio, come recita l’epigrafe scolpita sulle pietre stesse dell’avancorpo, al di sotto della fila di finestrelle che i vani interni del terrazzamento. L’Avancorpo meridionale è costituito da un’imponente fascia muraria in opera poligonale nella zona inferiore e in opera quadrata nella zona superiore. All’interno dell’avancorpo dell’Acropoli si trova l’antico carcere dove fu imprigionato il centurione Ambrogio, patrono della città. L’Acropoli, a cui si accede per mezzo di una porta “sinistra” addossata sul lato occidentale, era un luogo di osservazione militare e di difesa in cui la popolazione poteva trovare un adeguato rifugio in caso di pericolo. Oggi, sulla spianata dell’Acropoli sorge la Cattedrale ed il palazzo del Vescovado.

Teatro romano
Teatro romano La scoperta del Teatro romano a Ferentino risale al 1923 ad opera dell’illustre archeologo Prof. Alfonso Batoli; la costruzione del Teatro risale all’età felice di Traiano – Adriano (I – II secolo D.C.). Dalla forma a semicerchio, secondo quanto è risultato dagli accurati rilievi, ha un diametro di 54 metri ed un’altezza massima di 12 metri. Si è calcolato che potesse contenere, comodamente seduti, 3.500 persone. Il Teatro risulta costituito da tre parti: da una “cavea” destinata al pubblico, dall’”orchestra” (ai piedi della cavea) destinata ai componenti del Coro e, infine, dalla “scaena” dove agivano gli attori. Il popolo di Ferentino, dopo due secoli che era entrato a far parte della vita culturale e politica di Roma, ebbe così l’onore di possedere un proprio teatro.

Palazzo dei Cavalieri Gaudenti
Palazzo dei Cavalieri Gaudenti Appartenne all’antica famiglia ferentinate dei Montelongo, di cui si ricorda il condottiero Gregorio, Legato presso i comuni della Lega Lombarda, che sconfisse Federico II nella battaglia di Parma, nel 1248. Verso la fine del XIII sec. il palazzo fu abitato dalla comunità dei Frati di Santa Maria Gloriosa, ordine fondato nel 1233 dal domenicano Fra Bartolomeo da Vicenza, con lo scopo principale di riportare la pace nelle città dilaniate da discordie intestine. Essi furono inviati a Ferentino da Gregorio de Montelongo, quando era Patriarca di Aquileia, per ristabilire la pace in città sconvolta una lotta tra “milities et populus” e nella quale erano coinvolti gli stessi de Montelongo. I Frati furono chiamati “Gaudenti” per essersi dati, in seguito, in braccio al lusso ed ai piaceri. Il sodalizio fu soppresso nel 1588 da papa Sisto V, per ragioni di ordine morale. Dei Frati Gaudenti parla Dante nel Canto XXIII dell’Inferno al v. 103.


Palazzo gentilizio (detto di Innocenzo III)
Palazzo Gentilizio (ingresso) Il palazzo gentilizio è caratterizzato da un’ampia entrata ad arco a sesto acuto che immette in un atrio e poi in un piccolo cortile; è detto di Innocenzo III poiché il papa era solito trascorrervi periodi di riposo, forse ospite di suo cugino “milite ferentinate”, Gregorio de Montelongo. Innocenzo III ebbe una particolare predilezione per Ferentino, in cui fece istituire la Curia generale della Campagna e della Marittima, vi tenne canonizzazioni, vi ricevette Federico II e vi tenne concistori.

Palazzo Consolare
 Il Palazzo Consolare sorge lungo l’omonima via Consolare. E’Torre campanaria del Palazzo Consolare una costruzione tipica del XII secolo; ex palazzo comunale, è ornato da una soggetta che consta di tre bifore. Alcuni documenti d’archivio, risalenti al periodo compreso tra il XIV ed il XV secolo, pur non descrivendo esplicitamente il palazzo, riportano che in esso si amministrava la giustizia e si denevano i malfattori. Sormonta il palazzo la torre guelfa, dove c’era la campana (Scarana) che annunciava la cessazione delle attività al termine della giornata.

Monumento ai Caduti
 In Piazza Matteotti, Monumento ai Caduti in Piazza Matteotticentro della vita cittadina, sorge il Monumento ai Caduti, opera dell’Ing. Archit. Luigi Morosini di Ferentino, inaugurato nel dicembre del 1923 alla presenza del principe ereditario Umberto di Savoia. Sui quattro pannelli del robusto basamento sono incisi i nomi dei 208 Caduti della Grande Guerra ed altre iscrizioni. Una bellissima statua in bronzo, rappresentante la Vittoria alata, sormonta una colonna onoraria in travertino.

Ponte Sereno
Ponte Sereno
Fuori dalla cinta muraria, nel versante settentrionale, è situato un antico viadotto che reca il nome di ponte Sereno, il quale scavalca un profondo avallamento. Secondo gli esperti, è opera che risale al 260 d.C. ma è da collocarsi, forse, in epoca più antica. Consta di otto archi a tutto sesto con raggio di curvatura molto ampio. Le basi dei pilastri sono in opera poligonale. E' un monumento romano degno d'essere visitato.

Torre Noverana
Ferentino, tipica città fortificata, ha visto innalzate una grande quantità di torri sul suo territorio, segno tangibile di forza e splendore. Esse erano usate non solo come capisaldi di una cinta di fortificazioni, ma anche come stazione di rifornimento e segnalazione poste lungo la via Latina (odierna Casilina). Nel secolo XVI molte di esse furono distrutte per ordine degli Spagnoli, dopo la lunga guerra che oppose il papato alla Spagna, mentre altre furono adattate a residenza privata di illustri famiglie ferentinati. Nella campagna di Ferentino ancora oggi è possibile ammirare qualche torre in buono stato, la più emblematica è la Torre Noverana.

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Fonti bibliografiche:
"PER LE VIE CONSOLARI DI FERENTINO" di L. Loffredo – Edizioni Terra Nostra (1978)
“FERENTINO ROMANA E MEDIEVALE” di M.T. Valeri – Pro Loco (2000)
“FERENTINO” di C. Bianchi – Pro Loco (1991)